NIKEN, IL FERRO DI GOEMON.

Non tutte le moto mi attraggono: per esempio non amo le enduro stradali e le moderne tourer, in particolare quelle grosse e pesanti. Perché la strada è la strada, il ferro è il ferro e un’esperienza di guida troppo filtrata, troppo lontana dal concetto di guida “vecchia scuola”, mi fa gola quanto lo stare stipato in una tram in un lunedì di pioggia.

Poi però, una volta ogni tot anni, qualcuno tira fuori la “genialata”, l’idea al confine tra follia pura e panacea di ogni male.
E c’è poco da fare, se hai un briciolo di onestà intellettuale la genialata ti colpisce, mina alcune delle tue certezze, ti porta a riconsiderare le cose. Se la genialata riguardasse le enduro stradali o le tourer di cui sopra, dunque, darei una chance anche a loro. Ma la situazione è più estrema, riguarda un coso con tre ruote. Si tratta, l’avrete capito, dello (o “della”? Non saprei) Yamaha Niken,  ineffabile motoveicolo spinto dal tricilindrico della MT-09. Al momento in cui scrivo queste righe, non l’ho ancora visto dal vivo. Ma non credo di sbagliare nel definirlo una novità epocale.

Una parte di me vorrebbe fingere che il Niken non esista, per non doverci fare i conti. L’altra parte vorrebbe saltarci in sella per capire com’è, ma non prima di aver fatto un profondo inchino al coraggioso samurai (mi piace immaginarmelo come il Goemon Ishikawa di Lupin III, anche se probabilmente sarà un supernerd) che ha partorito l’idea. Come dite? Protestate perché il Niken è zeppo di elettronica, andrà in mano a “nonmotociclisti” e con le due ruote anteriori non
restituirà mai le stesse sensazioni di guida che noi ferristi tanto amiamo? Vero, e va bene così. Anzi è proprio giusto così. Il tre
ruote Yamaha è diametralmente opposto alla nostra idea di motocicletta, infatti semplicemente non è una moto.
Ma rappresenta un’idea nuova. Per una volta, l’abusato claim “un nuovo concetto di mobilità” trova vera applicazione.
Il Niken osa, cribbio se osa. Avete presente quanto spinge il tre cilindri Yamaha? Per caso siete mai saliti su un MP3 o un Tricity,
per farvi un’idea dell’aderenza e del senso di sicurezza che trasmettono quegli avantreni?

Immaginatevi cosa potrà fare questo, con la grossa forcella rovesciata a doppio stelo, i cerchi di ampio diametro, gomme e freni
sportivi e chissà quali altre diavolerie. Fatta salva un po’ di inevitabile inerzia nei cambi di direzione, potrebbe non temere rivali,
soprattutto su asfalti viscidi o rovinati. E forse è lui il tanto atteso uovo di colombo, quello che metterà in sella tanta gente che non si
fida della moto tradizionale.

Farei cambio col mio ferro? Certo che no.
Nemmeno se il Niken fosse perfetto. Anzi, soprattutto se fosse perfetto.

Ma sono felice che sia arrivato e aspetto di scoprire come gli altri marchi risponderanno alla sfida lanciata da Yamaha.

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