PROVATECI VOI, con quelli lì

Guardatevi intorno, amici ferristi. E godete della loro assenza. Sussurratevelo, con quel filo di carbonaro compiacimento che accompagna l’avvicinarsi delle vittorie epocali. Dai, che li abbiamo quasi debellati: in giro ce ne sono sempre meno, in città sono praticamente estinti… beh certo sui passi di montagna sono ancora parecchi però dai, il tempo passa anche per loro, anzi soprattutto per loro, che in sella a quei trespoli affilatissimi non possono che risultare decimati, quantomeno dalla lombosciatalgia.

E poi dai, come noi hanno spesso i capelli brizzolati (quando li hanno), la pancetta e i figli ormai grandi che rompono le palle esattamente come i nostri: ma per loro è peggio, è più imbarazzante, perché insomma va bene tutto ma si dovranno pur rendere conto che, di stare  inguainati in quelle tute fluo, a lanciar fiamme dagli scarichi aperti, eddai… non è più tempo, ma proprio basta, game over. Lo capiranno da soli, giusto?

Cioè, la mia più che una domanda è una supplica: vi prego, ditemi che almeno quelli che conoscete voi si sono arresi. Datemi una speranza.

Perché, amici, gli smanettoni che invece io vedo ogni santo giorno, in ufficio, beh loro sono in piena salute. E sono i peggiori: talebani della centralina rimappata, califfi della saponetta sull’asfalto. Non quella al ginocchio, quella al gomito. Provateci voi a far convivere la redazione di Ferro con quella di Superbike Italia. Due mensili di passione, sì, però tanto ma tanto diversi.

Bravi ragazzi, per carità. E manette da paura. Solo che il più sobrio sembra un Power Ranger e se non ha sotto il culo un missile da 200 cavalli, 10 mappature e un treno di supersoft si sente leso nella propria virilità. Roba da supporto psicologico importante.

Una volta, entrando in redazione, li ho trovati turbati: il trasportatore Royal Enfield aveva lasciato in cortile, a uso di Ferro, una cromatissima Classic 500 e loro, scuri in volto, non riuscivano a darsi pace. Discutevano, chiedendosi il perché qualcuno dovesse voler comprare “quella cosa lì”. Ok, ora che ci penso è la stessa domanda che mi sono posto io quando davanti alla redazione qualcuno ha scaricato una S 1000 RR HP4 Race.

Uno pari.

D’accordo, quei fetenti ci hanno chiamato “risvoltinati” per anni senza che la redazione di Ferro abbia mai sfoggiato un solo (dico UNO) risvoltino ai pantaloni.

E vi dirò di più, ci dicono pure che siamo dei “fermoni” e che guidiamo solo cancelli. Però ‒ che rimanga tra noi ‒ io non ce la faccio a non voler loro del bene: soprattutto quando, ogni anno, assisto alle dotte conversazioni per la selezione delle ombrelline da inserire nel calendario. Nessuno è più analiticamente professionale di loro nel valutare una scollatura siliconata, credetemi.

Perciò, questo mese, ora che avete comprato Ferro, girate i tacchi e tornate di corsa in edicola a prendere anche Superbike Italia: vi farete due risate e magari imparerete a limare per terra perlomeno il cavalletto. Che aspettate? Come dicono loro, “chi arriva ultimo è un paracarro”!

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